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Un’ipotesi circa l’inutilità degli ogm in agricoltura


Sostenere la ricerca è importante solo quando la ricerca ha un’utilità che va al di là degli interessi economici di pochi.

Qual è dunque l’utilità degli OGM?

Secondo una recente lettera inviata ai Presidenti della Repubblica e del Consiglio dei Ministri, gli OGM risanerebbero innanzitutto l’economia agricola italiana. Dovrebbero cadere i divieti alla sperimentazione in campo:

“… i due anelli deboli della catena dell’innovazione in agricoltura ossia gli scienziati e gli agricoltori italiani chiedono che possa finalmente riprendere, con le stesse regole che valgono in tutta Europa, …. Questo anche per contrastare il deficit strutturale della bilancia dei pagamenti che tra import ed export agroalimentare vede l’Italia in deficit endemico per 10 miliardi di euro l’anno da decenni.

Per semplice deduzione dovremmo quindi aspettarci che, laddove la sperimentazione sia presente, anche i redditi agricoli dovrebbero essere più alti.

Se mettiamo a confronto il reddito dei contadini italiani con quello dei contadini inglesi, liberi di sperimentare gli OGM in pieno campo, vedremo che il loro reddito è stabile dal 2008, anche se in ripresa rispetto al periodo 1997-2006, dal 2003 però sono intervenuti anche gli aiuti di stato, non presenti negli anni precedenti. Un dato vale su tutti, ovvero l’autosufficienza del paese, incontrovertibilmente in calo.

Se poi l’analisi la estendiamo all’intera Europa è la stessa Commissione Europea che ci dice che

Farm income per worker has increased over the last decade thanks to great gains in labour productivity driven by structural adjustments, i.e. the reduction in the labour force employed in agriculture, the decrease in the number of farms and the increase in the average farm size. Another crucial factor driving EU farm income developments was the gradual shift from market price support to direct payments, more directly transferred to income”.

“Il reddito agricolo per lavoratore è cresciuto negli ultimi dieci anni grazie ai grandi vantaggi nella produttività dovuti agli aggiustamenti strutturali, ad es. la riduzione di forza-lavoro impegnata in agricoltura, la diminuzione del numero di fattore e l’aumento delle loro dimensioni medie. Un altro fattore cruciale che ha fatto crescere il reddito agricolo europeo è stato lo spostamento graduale dal sostegno diretto al prezzo di mercato ai pagamenti diretti, trasferiti cioè immediatamente sul reddito”.

Quindi gli OGM hanno ben poco a che fare con l’aumento del reddito d’impresa. Incidono ben più la volatilità dei prezzi di mercato e i sussidi dati.

Alcuni firmatari della lettera in un’altra occasione agiscono sul nostro senso di colpa:

Continuare a vietare (gli ogm) non è solo una scelta illiberale, ma anche una grave responsabilità morale, in quanto determinerà il fallimento di altre aziende agricole, accanto alle migliaia che hanno cessato le attività quest’anno, e quindi aggraverà la crisi economica del paese.

Iniziamo a farci un esame di coscienza e ci chiediamo: per quale motivo l’agricoltura italiana è in crisi? Quali sono le aziende agricole che sono fallite?

L’ultimo censimento ISTAT sull’agricoltura (http://www.istat.it/it/archivio/66591) ci informa che:

Negli ultimi dieci anni la diminuzione del numero di aziende si è concentrata tra le aziende di piccola e media dimensione (inferiori a 30 ettari), mentre quelle con 30 ettari e oltre di SAU risultano in numero crescente.

Chiudono le piccole aziende di agricoltura convenzionale che vengono stritolate nella forbice rappresentata dal mercato volatile dei prezzi degli output da un lato e dal prezzo crescente di pesticidi, erbicidi, sementi, concimi, mangimi, dall’azione combinata di aumento del prezzo e abolizione dell’accisa zero del gasolio agricolo (il prezzo del gasolio per l’agricoltura è aumentato nel corso del 2011 del 57,1% e nei primi mesi del 2012 del 25%), dell’energia elettrica per l’irrigazione, dall’aumento degli oneri contributivi per i coltivatori diretti. I contadini non riescono più a sopportare questo peso e vendono alle grandi aziende che pian piano stanno trasformando l’agricoltura in monocoltura industriale.

Riteniamo che nei prossimi anni il prezzo dei carburanti diminuirà e quindi anche il costo dei suoi derivati, ad es. i concimi sintetici?

Riteniamo che in futuro sarà meno costosa l’energia elettrica per l’irrigazione o forse pioverà spesso e in modo regolare durante i mesi estivi?

Se non abbiamo l’onestà di ammettere che questi sono i fattori da affrontare in altro modo e con altre soluzioni, la responsabilità morale va addossata a quanti agiscono in base ad interessi che non sono quelli pubblici. 

Silvia Pattuelli

 

 

 

 

One thought on “Un’ipotesi circa l’inutilità degli ogm in agricoltura

  1. ottimo, finalmente argomenti razionali, consapevoli, non ideologici!
    Il mio vicino contadino è disperato vorrebbe parcheggiare il trattore a tempo indeterminato e tornare ai buoi.

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