proposta da Andrea Pesce
Esistono piatti che sanno di casa e di tradizioni antiche, e queste cipolle arrostite ne sono l’esempio perfetto. Non lasciatevi ingannare dalla semplicità degli ingredienti: la lunga permanenza in forno trasforma una radice comune in una prelibatezza setosa e zuccherina. Il segreto di questa ricetta risiede nel contrasto: la dolcezza della polpa cotta lentamente incontra il carattere deciso dell’aceto e il profumo mediterraneo dell’origano. Un contorno ricco di personalità, che migliora con il riposo
Ingredienti
Cipolle Montorese: 4 intere
Olio Extravergine d’Oliva: q.b.
Aceto (di vino o di mele): 3-4 cucchiai (a seconda del gusto)
Origano secco: abbondante
Sale e Pepe nero: q.b.
Procedimento
L’Ammollo Rigenerante: Iniziate lavando con cura le cipolle (intere, con la buccia). Immergetele in una ciotola con acqua fredda e lasciatele in ammollo per circa 15 minuti. Questo passaggio aiuta a idratare le fibre e facilita la successiva pulizia.
Cottura Lenta al Cartoccio Naturale: Senza asciugarle, disponete le cipolle su una teglia foderata con carta forno. Infornate in forno statico a 200°C (o ventilato a 180°C) per circa 1 ora e 20 minuti. Le cipolle sono pronte quando, esercitando una leggera pressione al centro, risulteranno completamente morbide. La buccia esterna diventerà scura e bruciacchiata, proteggendo il cuore della cipolla e cuocendolo quasi “al vapore”.
Pulizia e Taglio: Una volta sfornate, lasciatele intiepidire. Rimuovete con cura il primo strato esterno (quello più secco o bruciacchiato) per rivelare la polpa tenera e traslucida. Tagliate ogni cipolla a spicchi regolari.
Macerazione Aromatica: Trasferite gli spicchi in una ciotola. Condite generosamente con olio extravergine d’oliva, sale, pepe nero macinato al momento e abbondante origano secco.
Il Segreto del Riposo: Infine, aggiungete l’aceto (di vino o di mele). Mescolate con delicatezza e lasciate riposare il piatto. Questo tempo di attesa è fondamentale: permette alla cipolla di assorbire l’acidità dell’aceto, che deve emergere come nota predominante al palato, bilanciando la dolcezza naturale dell’ortaggio.