Terrestra è una 
Comunità che Sostiene l’Agricoltura

Ogni settimana, per 36 settimane all’anno, le socie e i soci della CSA Terrestra ritirano la quota parte delle verdure coltivate per loro dalle contadine di Terrestra.

Un'agricoltura che libera il suolo e decostruisce il dominio.

Rigenerare senza dominare

Pratichiamo un’agricoltura che rifiuta l’antropocentrismo. Non usiamo derivati animali né input chimici: la fertilità nasce dalla fotosintesi e dal rispetto per la biologia del suolo. Restituiamo spazio al selvatico attraverso aree sottratte al controllo umano, dove la vita non-umana si sviluppa secondo le proprie dinamiche.

La CSA come atto rivoluzionario

Terrestra non è un mercato, è una Comunità che Supporta l’Agricoltura. Un modello dove rischio e raccolto sono condivisi, eliminando le logiche estrattive del profitto per rimettere al centro la relazione e la cura reciproca.

Il suolo custodisce la memoria

Dalle ferite dell’alluvione del 2023 alle tracce della storia che riemerge lavorando la terra, operiamo per trasformare il rapporto tra esseri umani e ambiente: riducendo l’interferenza, aumentando la complessità del paesaggio.

Perchè arrivare alla terra?

Non siamo nate contadine: veniamo dal mondo dell’arte e dell’economia.Nel 2013 abbiamo scelto di trasformare il Podere Casetta in un presidio di biodiversità e cura. Dopo anni di lotta contro le logiche della grande distribuzione, abbiamo deciso di rimettere la relazione al centro.

La tua spesa è un atto radicale

“Non è solo verdura. È la scelta di sostenere un’agricoltura libera, etica e fuori dalle logiche del profitto

Sessanta secondi (circa)

E’ sempre complesso spiegare come si susseguono le lunghe giornate di noi contadine, immerse in un ambiente in cui siamo unicamente comparse: le formiche si affannano a costruire formicai, le api a bottinare i fiori, le piante a crescere per portare avanti il proprio patrimonio genetico.

Nonostante l’obiettivo del nostro lavoro sia quello di trasformare l’ambiente per poter produrre vegetali, l’osservazione ci ha permesso di capire che la natura non dipende da noi e noi non siamo gli unici a credere di possederla e beneficiarne.

Nel progetto ‘Sessanta secondi (circa)‘ – che conta decine di pillole di vita nel Podere Casetta – le riprese fisse, i titoli scarni, i montaggi essenziali, esaltano l’effetto ipnotico di questa natura perfettamente interconnessa.

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