Terrestra è una 
Comunità che Supporta l’Agricoltura

Ogni settimana, per 36 settimane all’anno, le persone della CSA ritirano la loro parte delle verdure coltivate per loro dalle contadine del Podere Casetta.

EVENTI

Sabato 19 settembre - ore 21


La veglia è una serata trascorsa in compagnia, un ritrovo faceto che offre la possibilità di ascoltare storielle e buona musica.
Però la veglia è anche la condizione dello stare svegli, è sinonimo di attenzione, ci invita a non abbassare la guardia. In occasione dei venti anni di attività, Menoventi ha elaborato una serata che fa leva sul piacere dello stare insieme. L’ironia filosofica dei racconti condivisi offre alcuni spunti di riflessione sul mondo in cui viviamo; il riferimento narrativo principale è Le cercle des menteurs di Jean-Claude Carrière, che dispensa fin dal titolo alcuni preziosi suggerimenti per la messa in scena: un cerchio di persone riunite attorno a una fiamma simulata. Quella fiamma è reale come le storie narrate, come le menzogne della verità e le rivelazioni sconcertanti bisbigliate dalla finzione. Le storielle filosofiche si intrecciano a giochi e sfide collettive per non dimenticare mai il contesto, la cornice di quel determinato spazio e del nostro tempo: il gioco ci mette sempre in contatto con la nostra presenza nel mondo, dominata dall’istante. 

L’opera di Carrière interroga il lettore su alcuni nuclei che interessano da sempre Menoventi: la percezione della realtà, l’inganno, lo scherzo, il libero arbitrio, il potere, il tempo, l’ironia come veicolo per riflettere sulle questioni più amare.

Di e con Consuelo Battiston e Gianni Farina
ospite musicale Muni
scultura Oscar Dominguez
consulenza sonora Mirto Baliani
organizzazione e promozione Andrea Martelli, Marco Molduzzi
amministrazione Stefano Toma
produzione E Production/Menoventi, Drama Teatro

Spettacolo a capienza limitata con prenotazione obbligatoria: telefono e WhatsApp 3332424482 | email acqua@ater.emr.itIn caso di pioggia lo spettacolo sarà spostato al chiuso presso i locali di Terrestra

Un'agricoltura che libera il suolo e decostruisce il dominio.

Rigenerare senza dominare

Al Podere Casetta si pratica un’agricoltura che rifiuta l’antropocentrismo. Niente derivati animali né input chimici: la fertilità nasce dalla fotosintesi e dal rispetto per la biologia del suolo. Lo spazio viene restituito al selvatico attraverso aree sottratte al controllo umano, dove la vita non-umana si sviluppa secondo le proprie dinamiche.

La CSA come atto rivoluzionario

Terrestra non è un mercato, è una Comunità che Supporta l’Agricoltura. Un modello dove rischio e raccolto sono condivisi, eliminando le logiche estrattive del profitto per rimettere al centro la relazione e la cura reciproca.

Il suolo custodisce la memoria

Dalle ferite dell’alluvione del 2023 alle tracce della storia che riemerge lavorando la terra, operiamo per trasformare il rapporto tra esseri umani e ambiente: riducendo l’interferenza, aumentando la complessità del paesaggio.

Perché siamo arrivate alla terra?

Le contadine del Podere Casetta

Non siamo nate contadine: veniamo dal mondo dell’arte e dell’economia.Nel 2013 abbiamo scelto di trasformare il Podere Casetta in un presidio di biodiversità e cura. Dopo anni di lotta contro le logiche della grande distribuzione, abbiamo deciso di rimettere la relazione al centro.

Le voci di chi partecipa alla CSA

La tua spesa è un atto radicale

“Non è solo verdura. È la scelta di sostenere un’agricoltura libera, etica e fuori dalle logiche del profitto

Sessanta secondi (circa)

E’ sempre complesso spiegare come si susseguono le lunghe giornate di chi vive in campagna, immerse in un ambiente in cui si è unicamente comparse: le formiche si affannano a costruire formicai, le api a bottinare i fiori, le piante a crescere per portare avanti il proprio patrimonio genetico.

Nonostante l’obiettivo di chi coltiva sia quello di trasformare l’ambiente per poter produrre vegetali, l’osservazione ci ha permesso di capire che la natura non dipende da noi e noi non siamo gli unici a credere di possederla e beneficiarne.

Nel progetto ‘Sessanta secondi (circa)‘ – che conta decine di pillole di vita nel Podere Casetta – le riprese fisse, i titoli scarni, i montaggi essenziali, esaltano l’effetto ipnotico di questa natura perfettamente interconnessa.

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